sacrifici umani

Il rinvio della legge sullo ius soli è giustificato con il clima ostile che si respirerebbe nel paese. Lo ius soli, si legge, è una legge divisiva. Casa Pound rivendica con orgoglio di averlo creato, questo clima ostile. Nelle prossime settimane vedremo una rincorsa ad approvare a ogni costo una legge sui vitalizi dei parlamentari, perché quella invece è il segno di un nuovo spirito unitario, e il clima nel Paese verso la legge sarà certamente favorevole, ma la legge sullo ius soli invece no, quella dovrà aspettare. La nuova ondata populista imperversa, e nessuno la ferma.
La politica è diventata l’esecutore testamentario della società, e quindi di se stessa, immobile e terrorizzata da ogni sussulto dell’opinione pubblica: non prova nemmeno più ad assumere un ruolo di guida per superare resistenze e divisioni, cerca solo di addomesticare rabbia e frustrazione sacrificandosi alle divinità correnti – la casta, lo spreco, la paura.
Ogni giorno un sacrificio umano, sperando che il dio del Popolo torni a essere pietoso e la risparmi, almeno per oggi.

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Quando un uomo con la pistola

La legittima difesa è una legge posta a salvaguardia della vita umana. Dell’aggressore e dell’aggredito. Per la regola per cui, quando un uomo con il fucile incontra l’uomo con la pistola, l’uomo con la pistola è un uomo morto, consentire per legge che aggressore e aggredito possano trovarsi sullo stesso piano mette inevitabilmente l’aggredito in una posizione di debolezza: non è abituato a essere aggressore, e si troverà spesso davanti qualcuno più rapido, con meno scrupoli, e più spaventato di lui. Le rapine in banca hanno cessato di provocare vittime una volta che si è smesso di reagire e di prendere iniziative: si lasciano i rapinatori liberi di fare, al resto penserà l’assicurazione. Personalmente, se dovessi sentire dei rumori in casa, di notte, mi fingerei morto prima che possano accorgersi di me, ma capisco che qualcuno abbia un senso più eroico della famiglia, della roba, della difesa della casa e dei confini; ma se il pericolo è reale – o lo percepiamo come tale –  la legge sulla legittima difesa esiste già, e funziona. Introdurre per legge la libertà di sparare nelle ore notturne, inducendo così in ogni possessore di arma il convincimento di un diritto di difesa assoluto e senza limiti, è una scelta pericolosa e incosciente, che accontenta i populismi e li fa regola morale invece di combatterli. La vita dell’uomo che si introduce in casa di notte in cambio della tua percezione di sicurezza.
È un gioco molto pericoloso, anche per uno Stato che vuole fingersi insicuro.
Uno Stato dovrebbe proteggere i propri cittadini dai pericoli esterni con azioni di prevenzione, con azioni di polizia, e non con una legge che li convinca di essere in grado di difendersi da soli, dichiarando la propria incapacità a garantire sicurezza ed esponendoli al rischio di scoprire che fare lo sceriffo in casa è un lavoro molto pericoloso, più pericoloso che fingersi addormentati.

nota:

A una prima lettura delle modifiche all’articolo 52 del codice penale, la norma che disciplina la legittima difesa, la distinzione notte – giorno sembra non esistere: vengono inserite le parole “aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone, alle cose o alle cose ovvero con minaccia o con inganno”. Questo significa che si considera legittima difesa non solo il caso in cui io mi difenda di notte, ma anche di giorno – quell’ovvero sembra configurare una situazione alternativa – e anche solo se la violenza è consistita nel forzare una finestra o un cancello, che è comunque considerata violenza sulle cose; ma si ritiene sufficiente anche il semplice “inganno”: stando alla norma, posso sparare anche a chi entra in casa fingendosi incaricato di leggermi il contatore dell’acqua.

???

fatemi capire.

secondo lui ci sono 150.000 telefoni sotto controllo. ipotizzando che ognuno di questi telefoni parli in media con cinquanta persone, possiamo dire che in italia ci sono 7.500.000 persone che usano il telefono che sono potenzialmente intercettate.

ohhhhh. cazzo. vedi? lo sapevo! scrivimi.

questa logica boscaiola, raffinata come un tronco smembrato con un’ascia, si chiama logica splendida, che è un po’ quella che segue l’idea che il numero di telefonini presenti in questo paese sia indicativo del fatto che siamo un popolo ricco e felice, e non del fatto che siamo un popolo in cui ci sono persone che pur di avere un telefonino si fanno venire lo scorbuto.

questo ragionamento non considera minimamente la possibilità che uno di questi 150.000 telefoni incroci, neppure per errore, una persona in comune con un altro numero intercettato, e neppure che una qualsiasi delle cinquanta persone che ogni telefono contatta sia anch’essa sotto intercettazione in quanto possibile delinquente.

come dire che in italia ci sono 150.000 possibili delinquenti onanisti che non si rivolgono la parola, ma hanno come hobby quello di parlare con almeno cinquanta persone normali, perbene, incensurate e assolutamente ignare del fatto che dall’altra parte del telefono ci sia un mafioso, uno stupratore, un trafficante di droga.

questo significa che, ipotizzando che per fare certe cose si debba essere almeno in due, ci sono almeno altri 150.000 telefoni che andrebbero intercettati, mentre in italia ci sono almeno 7.500.000 di persone che non sanno di essere potenziali favoreggiatori e concorrenti di probabili delinquenti.

pericolosità autopercepita

“pinaaa!”

“ciao tina”

“hai preso quelle robe là che ti avevo detto?”

“ssssst, non parlare! non vorrai mica farci scoprire!”

“ma chi vuoi che ci senta!”

“ma non lo sai?! la nostra praivaci è in pericolo, i p.m. ascoltano tutto quello che diciamo al telefono”

“oh cazzo, allora il nostro traffico di asparagi selvatici è scoperto!”

-click-

rimetti a noi i nostri debiti

e di come, improvvisamente, l’immagine di diecimila suore, infermieri, preti laici, invalidi, zoppi, sedie a rotelle, appestati, che si trascinano/vengono trascinati/fingono di trascinarsi verso la gabina elettorale, assuma un inaspettato nitore.