voi e le vostre ampolle

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Abbiamo passato vent’anni a sentirci spiegare che “quel malcontento va intercettato”, e che c’era un oggettivo problema di sicurezza, che non si poteva fingere che quel disagio non esistesse, che esisteva un problema settentrionale, che quei flussi migratori facevano paura, che in fondo era solo folclore, ma se toglievi il folclore emergevano i veri problemi da affrontare e un disagio diffuso che non poteva essere ignorato, e se facevi presente che erano come minimo un po’ xenofobi, ti sentivi rispondere che non si poteva generalizzare, la questione era più complessa. Ce li hanno prima descritti come indipendentisti un po’ rozzi, ma che ponevano un problema che doveva essere affrontato, poi come i rappresentanti di un ceto produttivo vessato e esasperato, infine come quelli vicini alla gente, addirittura il nuovo partito degli operai.
E invece erano solo razzisti.

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rimetti a noi i nostri debiti

e di come, improvvisamente, l’immagine di diecimila suore, infermieri, preti laici, invalidi, zoppi, sedie a rotelle, appestati, che si trascinano/vengono trascinati/fingono di trascinarsi verso la gabina elettorale, assuma un inaspettato nitore.