nemmeno i fondamentali

“Concludo, pertanto, che uno principe debbe tenere delle coniure poco conto, quando il popolo li sia benivolo; ma, quando li sia inimico e abbilo in odio, debbe temere d’ogni cosa e d’ognuno. E li stati bene ordinati e li principi savi hanno con ogni diligenzia pensato di non desperare e’ grandi, e di satisfare al populo e tenerlo contento, perché questa è una delle più importanti materie che abbia uno principe.”

(Niccolò Machiavelli – Il Principe – Cap. XIX – Evitare il disprezzo e l’odio)

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prigionieri

guido rossa era un operaio. guido rossa era un sindacalista. guido rossa viene ucciso dalle brigate rosse per avere denunciato un altro operaio che nascondeva volantini delle br in fabbrica, per avere testimoniato contro di lui al processo e averne provocato la condanna.

il 24 gennaio 1979 alle 6:35 della mattina, mentre andava al lavoro, guido rossa viene ammazzato da un commando di tre persone.

la storia di guido rossa è dedicata a tutti quelli che negli anni hanno cercato di sostenere che le br avessero comunque una visione, un’ideologia perseguita con metodi sbagliati. né con lo stato né con le br. la storia di guido rossa è la confessione dell’ipocrisia del terrorismo brigatista, della nullità di quei rivoluzionari per finta.

rivoluzionari che facevano la rivoluzione uccidendo operai dell’italsider.

mia dolcissima noretta

Mia dolcissima Noretta,

dopo un momento di esilissimo ottimismo, dovuto forse ad un mio equivoco circa quel che mi si veniva dicendo, siamo ormai, credo, al momento conclusivo. Non mi pare il caso di discutere della cosa in sé e dell’incredibilità di una sanzione che cade sulla mia mitezza e la mia moderazione. Certo ho sbagliato, a fin di bene, nel definire l’indirizzo della mia vita. Ma ormai non si può cambiare. Resta solo di riconoscere che tu avevi ragione. Si può solo dire che forse saremmo stati in altro modo puniti, noi e i nostri piccoli. Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della D.C. con il suo assurdo ed incredibile comportamento. Essa va detto con fermezza così come si deve rifiutare eventuale medaglia che si suole dare in questo caso. E’ poi vero che moltissimi amici (ma non ne so i nomi) o ingannati dall’idea che il parlare mi danneggiasse o preoccupati delle loro personali posizioni, non si sono mossi come avrebbero dovuto. Cento sole firme raccolte avrebbero costretto a trattare. E questo è tutto per il passato. Per il futuro c’è in questo momento una tenerezza infinita per voi, il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi apparentemente insignificanti e in realtà preziosi. Uniti nel mio ricordo vivete insieme. Mi parrà di essere tra voi. Per carità, vivete in una unica casa, anche Emma se è possibile e fate ricorso ai buoni e cari amici, che ringrazierai tanto, per le vostre esigenze. Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienmi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto tanto Luca) Anna Mario il piccolo non nato Agnese Giovanni. Sono tanto grato per quello che hanno fatto.
Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta.
Il Papa ha fatto pochino: forse ne avrà scrupolo.

[aldo moro, lettera recapitata il 5 maggio 1978]

Noretta è morta. Avrebbe tanto voluto trattare.

dio-tappo

[questo post contiene spoiler]

mi è dispiaciuto. quando ho capito che jack shepard stava morendo, e questa volta per davvero, senza scorciatoie temporali e universi alternativi, un po’ mi è dispiaciuto, nonostante fossero sei anni che ripetevo ossessivamente a mia moglie che era proprio lui l’unica ragione per cui quei poveri cristi erano ancora confinati sull’isola.

se alla fine della prima serie qualcuno si fosse reso conto che il dottore e il suo ottuso realismo sarebbero diventati la principale causa di morte e distruzione, i derelitti avrebbero trovato un modo per confinarlo in una tenda a sgusciare molluschi, la guida del gruppo sarebbe passata a sawyer e i nostri eroi, in due giorni, si sarebbero ritrovati sul divano di casa a guardare soap e a assumere benzodiazepine per sopportare la propria esistenza terranea, e non farsi nemmeno sfiorare dal dubbio che fosse meglio prima.

siamo onesti, in sei anni jack shepard non ne ha azzeccata una. alla fine è diventato come lo zio ubriaco, o come il parente matto, quello che rende divertente la cena di natale perché sai benissimo che dopo il terzo negroni si metterà a insultare la nonna; e nonostante tutto un minimo di affetto per lui non puoi non provarlo, anche fosse solo un residuo abitudinario di un qualcosa, un tempo conosciuto come affetto.

vederlo morire così, come tutto è cominciato, disteso nella selva di bambu’ in compagnia di un cane, è stato quasi commovente, al punto da farmi dimenticare che l’ultima puntata, fino a quel momento, era sembrata un crossover tra cluedo e manny tuttofare.

certo, in sei anni forse hanno un po’ esagerato, e ci sono tutta una serie di cose che  hanno preso una piega indifendibile, ma non posso dire niente, me la sono cercata.

è stata mia la scelta di continuare a guardarlo, continuare a indugiare nella mia insipienza, nella mia incapacità di dire basta. loro sono stati veramente bravi. hanno fatto un telefilm in cui, puntata dopo puntata, mi hanno fatto raggiungere  la consapevole certezza che mi stavano pigliando per il culo. ma molto bene.

ovviamente non ho nessuna intenzione di sprecare un secondo di più a filosofeggiare sul significato di questo e sulla valenza simbolica di quest’altro. è finita come è finita. io resto a crogiolarmi in questa sensazione di inebetimento e con un’epifania.

ci hanno messo sei stagioni e un numero imprecisato di viaggi spazio-temporali, orsi bianchi, guerre, omicidi, distruzioni, per tornare a quello che mia madre mi aveva detto dopo due puntate, e che io avevo accompagnato con una risata di sufficienza, liquidandola come una semplificazione degna di chi non poteva avere la più pallida idea della direzione moderna e innovativa che stava prendendo la televisione nel mondo contemporaneo.

“sono tutti morti”.