cose che succederanno se vince Trump

La frase “Trump e Clinton sono la stessa cosa”, “nessuno dei due mi entusiasma”, le provocazioni come “votare Trump per dare una scossa alla sinistra americana” sono tra le cose più fastidiose che si sono sentite in questi giorni. La provocazione, il voto come astrazione sono una caratteristica delle popolazioni europee colte e con un sistema sanitario nazionale eccellente. Per sprecare subito la reductio ad Hitlerum, vorrei tornare al 1933 e recuperare i giornali tedeschi su cui, immagino, sarà stato tutto un “Hitler mi fa schifo, ma è Otto Wels il vero pericolo”. Quando le hanno messe in pratica, anche gli elettori americani hanno consegnato al mondo George W. Bush.
L’idea di una presidenza Trump come una parentesi provocatoria, magari divertente, un voto simbolico contro l’establishment democratico compromesso con le corporation, guerrafondaio, per quanto la si voglia intellettualizzare, si scontra con la realtà delle conseguenze che questa parentesi avrà nel mondo reale.
La Corte Suprema Americana tornerà  a maggioranza repubblicana, dimentichiamoci passi in avanti su pena di morte, diritti civili, secondo emendamento. Una maggioranza repubblicana della Corte potrebbe persino mettere in discussione una serie di diritti, come il diritto all’aborto. La riforma del sistema sanitario americano può sembrare timida, debole e difettosa dalla posizione privilegiata di chi può andare in un pronto soccorso per un mal di stomaco e non pagare quasi nulla, ma a una vittoria di Trump ne seguirebbe lo smantellamento. Dimentichiamoci le energie alternative, dice che hanno barili di petrolio per resistere i prossimi 283 anni e il cambiamento climatico è un complotto cinese, e gli investimenti per solare e eolico saranno cancellati.
Ma soprattutto sono le parole di Trump contro le minoranze, la criminalizzazione degli afroamericani, dei latini, dei mussulmani che segnano la linea di demarcazione tra la realtà e la nostra percezione del mondo come un gigantesco formicaio osservato grazie a una lastra di vetro chiamata Atlantico, perché le parole non restano solo parole quando diventi il capo del potere esecutivo: pensare che siano solo provocazioni, che il muro con il Messico non verrà mai costruito, che le frontiere non verranno bloccate per impedire l’accesso ai mussulmani è un rischio che possiamo permetterci solo noi, dalla nostra posizione privilegiata di bianchi europei – più o meno – scolarizzati, e con un servizio sanitario nazionale funzionante. Tutti gli altri voteranno Hillary Clinton.

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