se tu fossi il corrotto

Schermata 2015-10-23 alle 14.54.54

Non lo sei, alla fine del processo verrai assolto. Ma è evidente che un sistema che prevede due soluzioni (condanna e assoluzione) è un sistema che considera la sua fallibilità come una tara genetica, un rischio inevitabile a cui si deve rimediare in qualche modo. È una richiesta di scuse preventiva: sai, la prevenzione, la repressione sono cose complicate, non siamo dei neurochirurghi e quindi, quando ci muoviamo, lo facciamo con una certa dose di irruenza; può capitare che ci sbagliamo, che tu non sia un corrotto, ma devi stare tranquillo: il sistema ha tutte le garanzie necessarie perché tu possa far valere la tua innocenza. E se ci riuscirai verrai assolto, e potrai tornare alla tua vita, come se niente fosse. Come dici? Sì, beh, quasi.
Ma per ora sei su tutti i giornali, con il nome e il cognome, da qualche parte probabilmente con l’indirizzo di casa, e la tua faccia ben visibile perché – diciamocelo – quelle pecette sono il vestito ipocrita del senso di colpa. Sei sul giornale, con il tuo nome e il tuo cognome, sotto un titolo in Times New Roman dozzinale che usa un aggettivo inequivocabile: corrotto. Nessuno spazio al dubbio. Sei un corrotto, hai preso del denaro per venire meno al tuo dovere verso l’amministrazione che ti paga lo stipendio con le nostre tasse. Il fatto che questo possa essere accertato solo dopo un processo e una condanna è una contraddizione logica che non ti deve interessare. Devi capire che “corrotto” significa anche “colui che è guasto, spiritualmente, moralmente”, e in questo momento stiamo separando il grano dalla zizzania, direbbe mio nonno. Per chi ha stampato quel cartellone, per chi ha attaccato una a una le fotografie, per chi ha scritto il tuo nome e il tuo cognome, tu sei già un corrotto. Perché hanno fatto delle indagini, le indagini sono una cosa seria, sono accurate e attente, tecnologicamente all’avanguardia, e poi ci sono le intercettazioni, e dalle indagini risulta inequivocabilmente che sei un corrotto.
Come? No, guarda, l’obiezione che se le indagini fossero sempre infallibili non esisterebbero i processi e le assoluzioni qui non la vogliamo sentire. E poi la tua parola quanto vale? Che diritto hai di dialogare alla pari con noi? Siamo sinceri, sei in una posizione imbarazzante, sei un corrotto, e come tutti i corrotti adesso ti lamenti perché sei finito sui giornali prima della sentenza. Forse avresti dovuto stare più attento. Più attento a te, al lavoro che facevi, ai colleghi che lavoravano con te. Per noi la tua storia finisce qui, sotto quel cartellone, con il tuo nome e il tuo cognome, e un aggettivo che ti sputtanerà per sempre. Ti ricordi quella pubblicità progresso sull’Aids, quella in cui per segnalare il rischio del contagio il malato veniva rappresentato con un contorno rosa? Ecco, quel cartellone è il tuo contorno rosa.
Sì, certo, avremmo potuto mantenere un minimo di riservatezza sui nomi, usare le iniziali, evitare le fotografie, ma poi cosa sarebbe rimasto? La gente legge solo i titoli, ormai.
Gogna? Ma per chi ci hai presi? Siamo un paese civile, uno Stato democratico, non siamo la Francia – quelli hanno usato la ghigliottina fino al ’77, lo sai? Siamo nel ventunesimo secolo e certe cose noi non le facciamo più. La gogna, ma senti questo. E poi cosa? La tortura, magari?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...