minimimondiali/3 – Il Portogallo

rivoluzionegarofani

Alla mezzanotte in punto del 25 aprile 1974, nella programmazione di “Limite”, popolarissimo programma musicale notturno di una radio cattolica di Lisbona, viene trasmessa “Grândola, Villa Morena”, malinconica ballata di Josè Zeca Alfonso. Una canzone popolare composta in ricordo della Sociedade Musicale Fraternidade Operària di Grândola – piccola città a sud del Portogallo – una delle prime associazioni operaie duramente represse dal regime di Salazar.

È il segnale d’inizio della Rivoluzione dei Garofani.

Un gruppo di militari progressisti occupa la capitale con un’azione militare incruenta e senza spargimenti di sangue. Il colpo di stato più pacifico che la storia ricordi.

Quel giorno una venditrice ambulante cominciò a donare garofani rossi ai militari che si riversavano nelle strade della capitale. I garofani divennero il simbolo della rivoluzione e le fotografie dei fiori nelle canne dei fucili fecero il giro del mondo, un invito per tutti gli oppressori a deporre le armi e liberare i popoli oppressi.

L’estate del 1974 fu la prima estate di libertà per il Portogallo, dopo quasi mezzo secolo di dittatura.

Sono passati quarant’anni da quella rivoluzione, che a suo modo fu anche una poesia, e oggi non possiamo che tifare Portogallo, magari cantando malinconici,

Em cada esquina um amigo, em cada rosto igualdade, Grândola, villa morena, Terra de fraternidade…

 

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