[bar sport] sinistroidi

[resoconto dei troppi caffè al bar di questa mattina]

Ho aperto la mia bacheca di Facebook questa mattina, e ho pensato che i comunisti ci avessero invasi e che fossero già stati emanati una riforma agricola e due piani quinquennali.

«Non volete il cambiamento, avevo la speranza finalmente di uno spostamento al centro, e invece niente. Non muoverò un mignolo per Bersani»

«La triste verità è che gli Italiani non vogliono cambiare. Amano crogiolarsi nel lamento.
Hanno paura del cambiamento. Ed un Paese che teme il cambiamento..non merita di viverlo. #delusioneimmensa#vogliadiandarmene#»

«Mi avevate quasi convinto che non esiste colore quando ci può essere un cambiamento vero ma poi mi avete riportato alla drammatica realtà.  Grazie SINISTROIDI!»

La migliore però è quella di un attivista di Fermare il Declino, con una bella foto da “Gente di un certo livello”, in completo, cravatta e gambe accavallate, che sancisce inesorabilmente l’inizio della fine per il Pd a causa della vittoria di Bersani.

Ora, capisco la smania della vocazione maggioritaria, capisco la contendibilità degli elettori indecisi, ma se un possibile elettore del Pd dà dei SINISTROIDI a quel sessanta percento che ha votato diversamente da lui, c’è evidentemente un problema. E non è lo stesso problema di chi accusava Renzi di essere di centrodestra in quanto, incidentalmente, il Pd è un partito di centro-sinistra.

La reazione istintiva sarebbe quella di rispondere parafrasando le parole di un leader spirituale: se credevi di essere un democratico, non è un problema mio.

Ma sarebbe (forse) una risposta sbagliata, che non prende in considerazione l’elettorato indeciso, il voto contendibile, eccetera.

Mi sembra però evidente (e queste espressioni di indignazione ne sono la prova) che una parte dei voti di Renzi non siano sotto il suo controllo, sono voti di elettori spaesati, come animali abbandonati sull’autostrada, che in questo preciso momento politico – in cui l’unica forza politica superstite e  forte è il Pd – hanno individuato Renzi come la sintesi perfetta della loro identità politica, che altro non è che “vecchi partiti brutti”. E questi elettori, verosimilmente, finiranno per confluire su Grillo o per astenersi (o cercheranno di fermare il declino di Fermare il Declino e di Montezemolo).

Sono gli indignati che adesso ti sputerebbero in un occhio a te, bersaniano, perché hai fermato il vento e la rivoluazione con un esercizio democratico chiamato primarie.

Sugli altri voti il discorso è più complicato, e mi faccio delle domande.

La prima: il sistema della Leopolda, del Big Bang, dei comitati, quanto può reggere dopo una sconfitta? Una volta venuti meno i finanziamenti e la prospettiva di governo, e l’ondata emotiva, un’organizzazione che si è preparata esclusivamente per giocare una finale secca rivoluzione-apparato, riuscirà a  tenersi attaccati tutti questi voti, e a dare loro un’identità diversa da quella finalizzata alla campagna per le primarie? Voglio dire, se si dovessero fare le primarie per i parlamentari, come già qualcuno ieri sera alle 22:01 ha cominciato a chiedere, ci sarebbe comunque un rapporto 60-40 praticamente dappertutto, e il tempo per ribaltare la situazione sarebbe comunque poco.

C’è poi un dato inquietante, che dovrebbe ridimensionare questa ondata di Renzi innovatore fermato dal conservatorismo del Pd: Renzi al secondo turno non solo non ha intercettato voti, ma ne ha persi parecchi tra i suoi, perdendo dove prima aveva vinto. Lui avrà sbagliato completamente la campagna tra il primo e il secondo turno (come faceva notare un’amica che se ne intende, il Renzi del concession speech è molto meglio di quello raccontato dai suoi spin doctor), ma molti dei suoi elettori non hanno nemmeno aspettato che perdesse, che se n’erano già andati.

L’ultima domanda invece riguarda gli elettori “indecisi”. Siamo tutti d’accordo che per vincere le elezioni si debbano cercare anche i voti degli indecisi, dei delusi, degli sconfitti. Certo, parlando di numeri e percentuali, prima dovresti convincere i delusi dal tuo partito a tornare a votare, e poi pensare agli altri, ma in ogni caso quanto è lecito spingersi oltre i confini ragionevoli di un’identità – che dovrebbe essere il  presupposto minimo di un partito e di una coalizione – per guadagnarli? Se per conquistare i voti dei delusi devo sentirmi dare del sinistroide, da chi evidentemente è completamente eccentrico all’elettorato democratico, o devo sentire recriminazioni sul fatto che un partito di centrosinistra stia lì dove è naturale che stia, quanto posso estendere la proposta politica del mio partito senza snaturarlo? Su Riza psicosomatica scriverebbero che il voler piacere a tutti i costi è sintomo di mancanza di autostima, ma  (forse) siamo in un altro campo.

Non è un “meno siamo meglio stiamo”, ma credo si tratti di capire in breve tempo cosa resterà dei voti di Renzi, quanti se n’erano già andati, quanti se ne sarebbero andati dopo avere scoperto che pure lui – traditore – è uno di sinistra, quanti invece rappresentino davvero un’altra anima del Pd con cui fare i conti e da coinvolgere e quanti lo abbiano seguito solo per una rivalsa nei confronti di un partito da cui si sono sentiti esclusi.

Le prime reazioni fanno pensare che alcuni di loro non abbiano alcuna intenzione di votare una coalizione guidata da Bersani, gli altri invece  si dovranno rendere conto che il Pd saprà essere inclusivo e prenderà in considerazione quella fetta di partito-elettorato, ma anche loro dovranno fare uno sforzo per condividere programmi e idee dell’apparato che hanno combattuto, prendendo a loro volta atto dell’unico dato certo e definitivo di queste primarie: le hanno perse.

Una risposta a “[bar sport] sinistroidi

  1. Partiamo da un presupposto: Ho votato renzi lo avrei seguito e supportato nella sua avventura se avesse vinto e se tra 2/3 anni deciderà di ricandidarsi sarà molto probabile che io sia ancora a supportarlo, fatti salvi particolari stravolgimenti.
    Detto questo torniamo al mio commento al suo post: Sinistroidi? Comunisti? Si e no; si perchè la sinistra è l’idea imperante che macera ed ancora il partito democratico che ha dimostrato con le sue regole, preesistenti al ballottaggio, e con le sue delibere, la 26 di Berlinguer post primo turno, che le regole si fanno per gli amici le delibere per i meno amici e che il cambiamento non lo volete; No perchè di comunisti e sinistroidi in Italia non ce ne sono da anni ormai, almeno tra quelli al Potere magari in qualche riserva faunistica ci sono ancora da portare a giro quando venite accusati di non essere di sinistra, perchè la sinistra non è l’opposto della destra (che in Italia anch’essa non esiste), ma ne è complementare, speculare e non deve lavorare contro la destra ma insieme per lo sviluppo di un paese che è alla canna del gas grazie a persone che sono al potere da 20 e più anni, che hanno governato in maniera ridicola e/o hanno fatto opposizione, se possibile in maniera ancora peggiore, accodandosi al governo quando questo proteggeva gli interessi delle “caste” e opponendosi quando, rare volte, cercava di combatterli.
    Quindi Bersani avete voluto, Bersani ci terremo e tra un paio d’anni di polpettone politico, da Vendola a Monti passando per Casini, torneremo a votare, più stanchi, poveri ed incazzati di oggi, speriamo almeno che il 5 stelle vi ringrazi, io non lo farò.

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