prima regola coprirsi bene

Le regole senza sanzione possono funzionare a due condizioni: condivisione e rispetto.

Le regole di un gioco di società possono essere violate in qualunque momento, e la sanzione viene comminata dallo stesso gruppo ristretto che le ha stabilite. Insulti, penalizzazioni, pubblica crocifissione. Alcune regole esistono già, si tramandano, altre sono stampate su libri, altre vengono concordate di volta in volta. Ma il complesso di regole e eccezioni è il campo entro cui si svolge il gioco. E’ il gioco stesso.

Il presupposto perché le regole funzionino è che tutti siano convinti non tanto della loro perfezione, del fatto che siano buone regole, ma della necessità della loro applicazione. Il disaccordo sulla necessità di rispettarle rende impossibile procedere oltre. Le regole sono spesso una mediazione di posizioni diverse, ma se tra queste regole è compresa l’individuazione di un giudice, di un gruppo di persone, di un amico meno stupido a cui conferire il potere di interpretarle, e di modificarle, anche l’autorità di questo organismo deve essere riconosciuta e rispettata. La violazione delle regole, in questi casi, comporta un’unica sanzione che colpisce indistintamente chi partecipa: la fine del gioco.

Le regole possono essere complicate, possono essere persino illogiche, ma nel momento in cui ci si siede allo stesso tavolo e si comincia a giocare non possono essere cambiate. E non perché sia immorale farlo, ma proprio perché, altrimenti, si smette di giocare.

Esiste un momento in cui le regole le devi concordare, e devi puntare i piedi, e devi far saltare il tavolo, e devi usare tutta la tua abilità per portare a casa il regolamento migliore. Se non lo fai, se non hai le capacità per farlo, o commetti errori di valutazione, direbbe qualcuno, non è un problema mio. Una volta che quelle regole le hai accettate, con quelle devi giocare. E non puoi accorgerti a un certo punto che forse hai sbagliato i calcoli, e che le regole che hai accettato non vanno bene, e pretendere di forzarle, di aggirarle.

Noi pedanti, noi vecchi dentro, noi moralisti, che quando c’è troppo vento alziamo il bavero, noi che abbiamo questo pessimo vizio di leggere i regolamenti dall’inizio alla fine e non pretendiamo di attaccare la Kamchatka con sei dadi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...