pillole di renzi

1. Le regole sono state fatte per impedire la partecipazione, perché hanno paura di perdere —>  3.100.000 votanti in un periodo in cui l’astensionismo sembra in continua e irreversibile crescita.

2. Ho dei sondaggi segreti da cui risulta che con un’affluenza alta (sopra i due milioni) ce la giochiamo. Ma ho anche dei sondaggi che dicono che forse pure con l’affluenza bassa, a certe condizioni, me la gioco. Facciamo che avevi dei sondaggi sbagliati, e chiudiamola qui.

3. Il ballottaggio non esiste: non è che si gioca la finale di andata e quella di ritorno.

4. Sulla coda di due ore e mezza al seggio per votare lasciamo perdere, qualcuno gli spieghi che i leader politici non vanno a votare la mattina per farsi vedere tonici, ma perché sanno che poi ci sarà casino. Comunque ottima scelta: titoli per lui.

5. Usciti i primi dati che davano Renzi al 36,4%, il comitato ha indetto un embargo perché “abbiamo dati diversi”. Come nella migliore tradizione delle questure italiane. Da quel momento un susseguirsi di “i nostri dati sono moooolto migliori”, e addirittura la pubblicazione di un risultato parziale con Renzi al 40,3% (che non si è ancora capito da dove sia uscito, forse un aggregato di Dubai e Castelrotondo) da parte di quello stesso comitato che, con una certa accuratezza, accreditava almeno un milione di votanti in più.

6. Alle 23,00, ora toscana, Matteo Renzi fa il suo discorso sulla base dei cinque punti di distacco che sostiene di avere da Bersani. Che nei dati ufficiali in realtà sono già otto, e poi diventeranno quasi dieci. Non essendoci dati ufficiali,  e sostenendo di averne di propri e molto diversi, nessun titolo di quotidiano sui quasi dieci punti distacco.

7. Il dato dei votanti si attesta poi, nella notte, intorno ai 3.100.000 secondo il comitato primarie, ma secondo il comitato di Renzi erano  4.000.000 (e aveva già diffuso il dato in serata, lasciando poi al povero Nico Stumpo la rottura di palle di cercare di spiegare che fine avesse fatto quel milione perduto, in realtà mai esistito, se non nei dati diffusi dal comitato di Renzi).

8. Per tutta la giornata di oggi si è lasciato intendere che potesse esserci qualche problema di regolarità (ricorsi preparati, poi smentiti, ambiguità sull’assenza di risultati  al sud), con una bella ventata di “dagli al terrone” che sta percorrendo alcuni sostenitori delusi di Renzi (che avrebbe perso perché il paese  – il Sud in particolare – non vuole davvero il cambiamento, non è pronto per lui, come tutta una generazione che non ottiene quello che merita perché nessuno ne riconosce il talento, e non perché esistono limiti umani contingenti di cui prendere coscienza, superabili solo con la mitomania).

9. Molti sostenitori di Renzi, sui vari social network, criticano l’organizzazione delle primarie, e spesso si tratta di gente che al massimo organizza la propria agenda sull’Ipad o qualche cartella su giornali on line.

10 C’è poi questa cosa strana, per me che sono antico. Se seguite le discussioni su twitter, troverete molti giornalisti che hanno dichiarato di sostenere pubblicamente Renzi,  ma soprattutto alcuni lo chiamano per nome, dandogli del tu,  grazie a quella orizzontalità insensata tipica di twitter; addirittura ieri sera, un premuroso giornalista di un quotidiano apparentemente di nicchia (nel senso di poco venduto), sapendolo in coda al seggio, chiedeva affettuosamente a Matteo se sarebbe riuscito a votare. Forse sono io a essere troppo rigido e romantico, ma se Matteo diventa presidente del consiglio poi questo si mette a scrivere di sport, giusto?

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3 pensieri riguardo “pillole di renzi

  1. di base resta il grande enigma: perché non si è fatto un partito tutto suo senza rompere le scatole a quelli del PD che già con i FIoroni e compagnia bella hanno già i loro problemi

  2. Perche’ viene da un posto nel qual, per far carriera, devi essere di sinitra.
    Se ancora pensate che le marchette siano solo di destra, venite in Toscana e ricredetevi.
    Se siete Toscani e lo pensate ed avete piu’ di 30 anni…siete probabilmente in malafede 🙂

  3. Ciao! Sono il premuroso giornalista di un quotidiano apparentemente di nicchia. Ti scrivo solo per segnalarti che la domanda non era affettuosa ma era solo un tentativo di capire se si stava concretizzando una notizia. Mi chiedevo cioè se “Matteo”, essendo in fila da molto, ed essendo già le 19 passate, magari non sarebbe riuscito a votare. Domanda, a posteriori, inutile perché ho poi scoperto che chi stava in fila prima delle 20 aveva diritto a votare. Solo per la precisazione. Post romantico comunque e molto interessante. A presto.
    Claudio

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