ombrelli aperti/ombrelli chiusi

Questo forse è un racconto di fantascienza, non un ragionamento vero e proprio, ma nasce da una considerazione molto banale sul movimento 5 stelle: una cosa  è Grillo, un’altra i militanti del movimento. Beppe Grillo è il pazzo, l’incendiario, quello che prende a testate i muri di cinta del castello per farlo crollare, e a sentirlo sbraitare le linee del suo programma ci sarebbe da spaventarsi. Ma una volta crollate le mura, lui dovrà fermarsi alla porta, e quelli che entreranno davvero saranno i grillini. E i grillini sembrano diversi, non hanno la foga sterminatrice del capo, e assomigliano invece a un gruppo di militanti, forniti di una certa passione,  che da anni ormai si è organizzato capillarmente sul territorio, e lavora concretamente in diverse realtà locali. Grillo è la cassa di risonanza, l’amplificatore di un movimento che si sta radicando profondamente. La gente andrà a votare Beppe Grillo lo sterminatore dei partiti, ma nei consigli comunali, regionali, in parlamento, ci finiranno i geometri, i funzionari comunali, gli insegnanti, che da anni ormai partecipano alla vita del movimento. Saranno dilettanti allo sbaraglio, in molti casi, con una visione naif della politica, ma sembrano avere un profilo completamente diverso rispetto al luminoso leader, meno distruttivo, e più ordinario. Soffrono della sindrome di scientology, ma inizia ad affermarsi una certa indipendenza da Grillo/Casaleggio (per ora in pochi casi circoscritti) che trova consenso persino tra i militanti (si veda il caso di Favia, cui i militanti hanno riconfermato la fiducia nonostante il fuori onda di Piazzapulita).

Sembra insomma che lo sviluppo di questa rete capillare, questa attività politica orizzontale, abbia intuito che potrà muoversi anche da sola. Non ora, certo, adesso che il M5S deve cominciare a fare sul serio ha bisogno del Grillo amplificatore, gli serve la testa di ponte per radere al suolo la percezione che la gente aveva dei partiti tradizionali. Beppe Grillo, in questo momento, serve a mantenere un vantaggio di posizione dettato dal solo fatto di essere il movimento di Grillo, il distruttore..

Ma cosa succederà una volta sfondate le mura del Parlamento? Cosa succederà una volta arrivati a Roma, magari con un centinaio di parlamentrari? Grillo a Roma non ci sarà, e a quel punto – e qui parte l’ucronia –  è probabile che quell’organizzazione capillare, quei contatti, l’uso della rete, siano diventati patrimonio autonomo del movimento. Sarà finita la stagione dei vaffanculo e dello spacchiamo tutto, e forse l’insofferenza dei militanti verso Grillo e Casaleggio potrebbe diventare meno controllabile, potrebbero cominciare a pensare di poter fare anche da soli, come Movimento e non come militari di Beppe Grillo. Potrebbero insomma capire di non avere più bisogno di lui, e a quel punto gli basterebbe trovare un’altra forma di amplificazione, un altro megafono che li diffonda, una cosa tipo Travaglio e Santoro, magari pronti a fare da ombrello, proteggendoli nella fase delicata dell’assassinio del padre.

Una risposta a “ombrelli aperti/ombrelli chiusi

  1. è ora di confrontarsi anche sulle idee concrete e politiche di Grillo non solo sul fatto di andare o meno nelle tv. altrimenti ci trascineneremo ancora una volta nel politichese inutile piuttosto che a confrontarci sulle cose serie.probabilmente tutto questo è accaduto proprio per aver mostrato il fianco alla controparte e per questo ha ragione Grillo nel consigliare i suoi a non frequentare la casa del nemico.

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