lagunari

Quando ho visto il filmato del bambino trascinato via con la forza dal padre e dalla polizia, non ho pensato a quanto è ingiusta la vita, la fine di un amore.

Non ho nemmeno pensato a come sia possibile per due persone adulte, dotate di un minimo sindacale di cervello, arrivare a quel punto della loro esistenza, magari rispondendomi che può capitare solo a chi è intossicato da quella cosa che gli hanno fatto credere fosse amore, e invece era un quadrilocale spazioso e luminoso con terrazzo pranzabile.

Non sono un Giudice.

La sprezzante superiorità con cui si criticano quei genitori poco di buono, che non sono stati capaci di far funzionare un matrimonio, che hanno costretto un figlio a vivere quell’esperienza drammatica, è un esercizio consentito a chi forse ha bisogno della cronaca per sentirsi rassicurato da un costante senso di inadeguatezza verso le cose del mondo. Ma nell’universo come noi lo conosciamo la maggior parte delle coppie non si lasciano firmando armistizi, ma dichiarandosi una guerra termonucleare globale in cui i figli – disgrazia – sono obiettivi strategici, sono scudi umani, sono come gli ostaggi americani nell’ambasciata in Iran.

Mi sembrava che quel filmato dicesse una sola cosa: perché quegli agenti e funzionari della questura hanno ritenuto di fare il loro dovere trascinando via dalla scuola un bambinio di dieci anni, come fosse la moglie di Bin Laden a Abbotabad? Nient’altro. Perché entrare nel merito di una storia familiare e di un processo così complicati, senza conoscerne nemmeno una riga, è semplicemente molto, molto stupido.

Che senso ha intervistare una madre a cui un tribunale, in due gradi di giudizio, ha tolto l’affidamento del figlio? Cosa ci aspettiamo che dica?

«Il Tribunale mi ha dato torto, quindi prendo atto della sentenza – che rispetto – e ricorrerò in Cassazione»?

Non è stato un capriccio di tre parrucconi con la toga e un impiegato statale, e fino a prova contraria non c’è un accanimento nei confronti di una madre.

I giudici hanno spiegato perché si è arrivati a quell’ordine, hanno considerato le ragioni del padre e quelle della madre, e hanno esercitato quel potere che gli spetta, e a cui riconosciamo un minimo di valore solo quando non urta la nostra sensibilità di madonne piangenti. Ma l’unica cosa che non c’era scritta in quel provvedimento era: mandate i lagunari, mettete in sicurezza la scuola e tornate con il bambino.

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