batti lei, renzi/2

Sulla mia bacheca di Facebook ormai è un susseguirsi di endorsement e attestazioni di stima per Matteo Renzi, che finiscono più o meno tutti con una dichiarazione di guerra alla casta e alla classe politica di questo paese.

Renzi sta diventando il collettore universale di quei movimenti peristaltici che vedrebbero nell’eliminazione dei politici, e degli orpelli burocratici di cui si nutre una democrazia parlamentare, la soluzione di ogni problema.

Il fatto che in questo momento le primarie siano sulle prime pagine dei giornali contribuisce poi a rafforzare questa immagine della classe dirigente del Pd come il simbolo della vecchia politica da rottamare. E la cosa è comprensibile, visto che il centrodestra è chiuso dentro una stanza, ben nascosto, a perseguire una precisa strategia politica, quella del “non mi faccio vedere in giro, lascio che si dimentichino come sono fatto, e poi mi ripresento con un paio di baffi finti”.

C’è da ringraziare il consigliere De Romanis allora, per quel bellissimo toga party. Grazie dei maiali, grazie delle toghe, grazie per quell’ostentazione di hýbris all’amatriciana, che rimette un po’ di ordine, e permette di dire che no, forse non sono proprio tutti uguali.

Io non so se Renzi lo faccia di proposito, ma dico che se il tuo manifesto elettorale prevede lo smantellamento del gruppo dirigente del tuo partito, tanto da doverlo collocare nello stesso campo in cui metti il tuo avversario politico (l’artista un tempo noto come centrodestra-Berlusconi), allora la tua vittoria passa necessariamente attraverso uno strappo, una faglia di Sant’Andrea che aspetta solo di deflagrare. Se vincesse Renzi, il giorno dopo le primarie di coalizione il segretario del partito sarebbe ancora Bersani, ma come potrebbero convivere rottamatori e rottamati? Renzi dice che se perderà si metterà a disposizione del partito. Ma di quale partito? Quello dei dirigenti e dei militanti  anagraficamente svantaggiati che fino a dieci minuti prima hai indicato come corresponsabili della fogna in cui ci siamo ficcati?

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