nostalgie

Il mio professore di educazione fisica era un’iradiddio. Un uomo basso e tarchiato, ma imponente, con i capelli già bianchi e una voce profonda. L’essere umano più simile a una montagna incazzata che io abbia mai conosciuto. Una montagna che, sopra la tuta da ginnastica dell’Associazione Nazionale Campeggiatori Italiani – che ho sempre pensato fosse una specie di organizzazione paramilitare per reduci e nostalgici del ventennio – indossava un impermeabile in pelle nera, che era sembrava appena uscito dall’armadio di un ufficiale della Gestapo. Gestapo con cui condivideva i metodi gentili e la prorompente affabilità.
La parola che pronunciava più spesso – rigorosamente in dialetto – era «bastoni di ferro». I bastoni di ferro non erano altro che quello: bastoni di ferro. Barre di metallo pesantissimo che andavano appoggiate sulle spalle praticamente in ogni esercizio, e servivano soprattutto per rendere più efficaci i cinquanta salti lungo il perimetro della palestra cui si veniva condannati per avere alzato il sopracciglio troppo rumorosamente, per avere lanciato il disco dalla parte sbagliata, o per il semplice fatto di essere troppo brutti. La montagna amava le iperboli e le antifrasi, così il compagno esteticamente svantaggiato era “il bello”, i sovrappeso erano indistintamente chiamati “magher”.
Il mio professore di educazione fisica, ogni volta che qualcuno dava prova di una certa perspicacia – come quello che chiese se il disco andava lanciato come un frisbee – ripeteva sempre una frase: «se ciaparès alla Sisal come ciape i stipit, adès sares miliardario».
Pace all’anima sua. È morto prima di poter aprire un account su twitter.

2 risposte a “nostalgie

  1. professori d’una volta, mica le mezze calzette di oggi, che hanno paura dei pupilli🙂

  2. professori che si sporcavano la faccia con il gesso, a volte scrivevano sui muri, ci chiamavano imbecilli e dopo le spiegazioni che assomigliavano ai dei voli pindarici talvolta irragiungibili dicevano “eccoci, avete capito neee???” e noi dicevamo di si tanto ci dispiaceva farli sentire incompetenti, eh si i tempi sono proprio cambiati……

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