se sbaglio mi rettificherete

Milano, 14 ottobre 2015

raccomandata r.r.

Egregio blogger,

abbiamo rinvenuto sul suo sito informatico, all’indirizzo http://www.bloggerfamoso.it, una comunicazione oltraggiosa e diffamatoria nei confronti della nostra azienda.

Riservandoci ogni ulteriore iniziativa volta a tutelare l’immagine e la reputazione della nostra casa farmaceutica la invitiamo pertanto a provvedere, entro e non oltre 48 ore dalla presente richiesta, alla rimozione dello scritto e alla pubblicazione della seguente rettifica:

“Il prodotto Orghl della Tantra Enterprise, da voi definito “acqua sporca priva di qualunque efficacia curativa” è un medicinale riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, adeguatamente sperimentato e vincitore di numerosi premi tra i farmaci, a differenza del concorrente Blorgen della Zantrax (da voi indicato invece come farmaco alternativo) che si è invece rivelato essere un’imitazione di una formula da noi posseduta, per cui è pendente una causa per violazione della proprietà intellettuale davanti alla corte federale di New York. Si tratta, tra l’altro, di un farmaco meno efficace dell’Orghl nella cura della bigamia da stress. La nostra azienda cura miliardi di persone nel mondo ogni anno, con eccellenti risultati e un investimento sempre crescente nella ricerca scientifica.”

Secondo la normativa che dovrebbe modificare la legge sulla stampa, e estendere l’obbligo di rettifica previsto per giornali e televisione anche ai siti informatici, il blogger sarebbe tenuto a pubblicare, rigorosamente entro quarantotto ore, la rettifica richiesta da chi si ritenga leso nei suoi interessi morali/materiali da scritti, immagini, dichiarazioni pubblicate. In caso contrario questi potrà rivolgersi al Giudice per ottenere quanto richiesto, e il blogger/tenutario del sito potrebbe ritrovarsi un giorno a dover pagare una sanzione amministrativa fino a 12.500 euro (e in omaggio una denuncia per diffamazione/calunnia).

Il blogger dovrà peraltro fare una scelta piuttosto complicata: la normativa prevede infatti l’obbligo di pubblicazione della rettifica “purché le dichiarazioni non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale”.

Il blogger/tenutario di sito informatico, quindi, dovrà valutare se la rettifica che gli viene chiesto di pubblicare possa essere suscettibile di incriminazione penale, e dovrà farlo in un giorno solo, perché uno l’avrà già perso cercando di capire cosa diavolo sta succedendo. Chiamerà l’avvocato, sempre che ne abbia uno (ma sicuramente ce l’avrà, in Italia un avvocato in famiglia non lo si nega a nessuno), chiamerà un prete (più efficace forse), chiamerà un esperto di internet. Come Jack Bauer. Quarantotto ore per decidere se pubblicare o meno la rettifica. Nel caso di una rettifica come quella della Tantra, per esempio, qualche profilo penalmente rilevante potrebbe esserci. L’azienda Zantrax potrebbe non avere mai violato alcun brevetto, potrebbe non esserci alcuna causa pendente davanti alla Corte Federale di New York, e il suo medicinale essere il più efficace dell’universo.

E quindi? Cosa fa il blogger? Rifiuta la pubblicazione della rettifica e si espone al rischio di un’azione giudiziaria, e alla sanzione amministrativa prevista dalla normativa sulla stampa, oppure pubblica la rettifica sperando che non succeda niente?

Facciamo che decida di pubblicare la rettifica, spaventato dalla possibilità di beccarsi migliaia di euro di multa e una denuncia dalla casa farmaceutica.

Passa una settimana e al nostro piccolo blogger arriva una nuova richiesta di rettifica, questa volta dalla ditta Zantrax:

Cinghiate, 23 ottobre 2015

raccomandata r.r.

 

Egregio blogger/tenutario del sito informatico,

abbiamo rinvenuto sul suo sito informatico, all’indirizzo http://www.bloggerfamoso.it, una comunicazione oltraggiosa e diffamatoria nei confronti della nostra Azienda.

Riservandoci ogni ulteriore iniziativa volta a tutelare l’immagine e la reputazione della nostra casa farmaceutica, anche valutando eventuali Sue responsabilità quale tenutario del sito, La invitiamo a provvedere, entro e non oltre 48 ore dalla presente richiesta, alla rimozione dello scritto e alla pubblicazione della seguente rettifica. In caso contrario saremo costretti a rivolgerci all’Autorità Giudiziaria.

“Con riferimento alla comunicazione apparsa sul sito http://www.bloggerfamoso.it il giorno 17 ottobre 2015, la Zantrax Enterprises precisa di non avere MAI utilizzato alcun brevetto di cui non sia legittima proprietaria e che NON ESISTE attualmente alcun procedimento pendente davanti alla Corte Federale di New York. Il farmaco Blorgen, di cui si è parlato nell’articolo, è infatti stato prodotto sulla base del brevetto 00013458 del 14 gennaio 2009, regolarmente registrato e di proprietà esclusiva della Zantrax. Le affermazioni contenute nella rettifica pubblicata sul vostro sito da parte della Tantra sono diffamatorie e calunnione, e in ragione delle stesse sono già state avviate le necessarie azioni per la tutela dell’immagine e della reputazione. Ci si consenta da ultimo di sottolineare come la Tantra non sia nuova a queste condotte scorrette e sia già stata condannata da un Tribunale Indiano per fatti analoghi. Ricordiamo, in ogni caso, come la nostra azienda curi ogni anno miliardi di persone nel mondo, con eccellenti risultati e un investimento sempre crescente nella ricerca scientifica.”

E adesso? Le peggiori previsioni del piccolo blogger/tenutario del sito informatico si sono avverate, e la rettifica della Tantra probabilmente era davvero piena di fregnacce, diffamatoria e calunniosa. E adesso? Cosa ce ne facciamo della contro-rettifica della Zantrax? Questa cosa del Tribunale Indiano sarà vera? Meglio non pubblicarla. Ma se avesse ragione? Il piccolo blogger si rifiuta di pubblicarla, la Zantrax si rivolge al Giudice, e magari si piglia 12.500 euro di multa e una denuncia; oppure sceglie di pubblicarla e la Tantra, permalosa, e che in India non c’è mai stata, lo denuncia.

Il piccolo blogger vivrà, giustamente, 48 ore di terrore puro, incapace di valutare la rilevanza penale della rettifica e della controrettifica, non avendo strumenti e mezzi per poterne verificarne immediatamente il contenuto e la rilevanza penale. Certo, nel dubbio uno potrebbe dire “sempre meglio non pubblicare” e giocarsi la carta della possibile rilevanza penale, ma è come scommettere tutto sul nero. Spesso esce il rosso.

La normativa che dovrebbe essere approvata non mi pare abbia come fine ultimo quello di regolamentare il far west di internet (per quello c’è già il codice penale), ma quello di farti dire «ma chi diavolo me lo fa fare?», e chiuderla lì.

se poi volete leggere qualcosa di veramente serio, eccolo

sorridi a papà

«una mentina?»

«sì, grazie»

«posso mostrarle una fotografia?»

«sì, certo»

«mi dica, è lei questo?»

«…»

«è lei?»

«non so, è passato tanto tempo ma…sì, direi di sì, sono io»

«capisco»

«e mi dica invece, questo è sempre lei?»

«sì, qualche anno dopo, credo fosse una festa di un compagno di classe delle elementari»

«bene. abbiamo quasi finito. questo è ancora lei?»

«sì, qui era una festa di carnevale, non ricordo dove fossi, ma avrò avuto otto, nove anni»

«l’ha fatto ancora in seguito?»

«che cosa? andare a una festa di carnevale?»

«andare a feste di carnevale vestito da grande orsetto rosa con un lecca lecca a forma di cuore»

«…»

Continua a leggere “sorridi a papà”

dead (letter office)

un gruppo si scioglie. un gruppo muore. personalmente preferisco la prima opzione, considerato che la morte ha sempre quel difetto di apparire sempre eccessivamente definitiva. ma è lecito che lo scioglimento di un gruppo provochi reazioni identiche a quelle che si hanno quando un cantante muore.

lascio che tutti scrivano del proprio ricordo dei rem, della canzone che hanno suonato mentre facevano questo o quello.

io dico solo grazie, grazie per avermi evitato di arrivare un giorno a dovermi interrogare periodicamente sulle condizioni della vostra prostata, grazie. sciogliervi adesso, dopo un bel disco, è la cosa migliore che avreste potuto fare. la prova che ho fatto bene a fidarmi di voi per vent’anni.

perfezioni e pallonetti

non so se avete letto il racconto di edoardo nesi, ‘miracolo inevitabile’, quello sulla partitella di calcio tra ragazzini di periferia e il pallonetto.
ecco, ho passato tutte le ultime pagine del racconto a pensare “ma fallo restare su quel cazzo di pallone, perché diavolo devi farlo scendere”.
la perfezione del pallonetto è nel culmine, nel suo restare indeterminatamente sospeso nell’aria a minacciarti, nella sua interminabile, inesorabile possibilità di entrare in porta.
il pallonetto perfetto, semplicemente, incombe.