lontani

c’è qualcosa di rassicurante nel fatto che tutti sbarchino a lampedusa: è molto, molto lontana. se chiedi a bruciapelo al primo che passa l’esatta posizione geografica di lampedusa, probabilmente indicherà un punto indistinto tra la sicilia e l’africa, alzando gli occhi al cielo e “sì, insomma, giù in fondo”. lampedusa è lontana, e come tutti i posti lontani li conosci per sentito dire. lampedusa è come il laos, il vietnam, il wisconsin. qualunque cosa accada in questo momento nel wisconsin può forse riguardarmi dal punto di vista filosofico, ma non sposta di una virgola la macchina che sto guidando, l’autobus che sto aspettando o la fine di questa giornata. non c’è caos che tenga.

lampedusa è lontana, quelli che ci sbarcano vengono da lontano, si avvicinano ma restano comunque lontani. se non succede adesso, e non succede qui, il fatto è irrilevante. possiamo dedicare un po’ di pietà, magari per i bambini, e guardarli tutti come un mondo che non ci appartiene, e che non vogliamo che ci appartenga. la solidarietà è come il nucleare. tutti d’accordo sull’applicazione teorica, ma le centrali nessuno le vuole. i profughi come scorie radioattive. la solidarietà è sacrosanta, ma ci è inibito di esprimerla entro un raggio di cinquanta chilometri.

abbiamo finito le rivolte in nordafrica, abbiamo finito l’emergenza nucleare, adesso tocca ai profughi a lampedusa fare da rumore di fondo. in val brembana lampedusa è tokyo, il tempo per arrivarci è lo stesso.

ma i profughi, i migranti, sono come un virus che si diffonde, una macchia di vino che si espande sulla tovaglia, e non restano fermi a lampedusa, a manduria. no, quelli si muovono, scappano, pretendono una vita, e si avvicinano, vogliono entrare anche nel nostro mondo.

la lontananza così scompare quando un tunisino “arrivato pochi giorni fa a lampedusa” viene arrestato per una rapina. il pericolo incombe, si muove di notte, silenzioso, e basta niente che te lo ritrovi sotto casa a prenderti tutte le tue donne. capisco la rilevanza della notizia: è indecente che dopo quarantotto ore non avesse ancora trovato un lavoro onesto, una moglie, due figli, e un bilocale arredato. si vede che hanno proprio una propensione naturale alla delinquenza, non come noi che ci spacchiamo la schiena. anche solo calcolando gli arrivi dell’ultimo mese (circa cinquemila uomini, donne, bambini) la percentuale di criminalità è spaventosa. uno su cinquemila. zero virgola zero due percento.

nonostante le rassicurazioni continuo ad avere paura, e non dello zero virgola zero due percento di rapinatori, ma dell’otto virgola tre percento (in crescita) della lega.

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Un pensiero riguardo “lontani

  1. Io ho molta paura dell’incidenza politica che ha questo 8 per cento (che ormai è all’undici e dove abito io sta intorno al 50 per cento, a dire il vero): perché la percezione della delinquenza si sta trasformando in ossessione, e l’ossessione si sta trasformando in politiche dissennate.

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