pacifici

il problema con gheddafi è quasi psicanalitico, una specie di proiezione.

gheddafi è sufficientemente vicino, pirla, pagliaccio e figlio di puttana, da portarci a una naturale associazione di idee: guardiamo lui, e pensiamo a Lui, bombardiamo lui, e pensiamo alla tenda beduina, alle amazzoni, alle conversioni, e a Lui che gli ha baciato la mano e che ha lasciato che si accampasse a villa pamphili.  ecco spiegato perché, questa volta, i distinguo, le discussioni sulla partecipazione attiva-passiva, le regole d’ingaggio, la difesa preventiva, l’intervento umanitario, e tutto l’armamentario erotico di ogni discussione bellica, tarderanno a manifestarsi tra gli strateghi militari nascosti nei bar e nelle piazze. partiranno con un certo ritardo. giusto il tempo di accorgersi che non stiamo bombardando arcore.

 

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