1 – Linda Partridge

ci sono film che da soli possono valere un’intera carriera di attrice, a volte anche una singola scena. julianne moore è qualcosa di diverso, ha accumulato una serie infinita di film e scene che, raccolti da qualche collega più svantaggiata, basterebbero a farne dieci di carriere.

ma se c’è un suo personaggio che meriterebbe di stare in un museo di arte contemporanea, per quello che racconta, per come lo racconta, per come rappresenta l’essere umano contemporaneo (e tutta quella fuffa con cui si ammanta l’ammantabile in un museo di arte contemporanea), quel personaggio è linda partridge in ‘magnolia’.

linda partridge è una madonna dolente, una donna che si ritrova a dover assistere il vecchio marito martirizzato dal cancro, che la trascina con sé, avvolgendola con la sua sofferenza.

magnolia è stato il primo film che mi ha stretto lo stomaco, facendomi pensare alla materializzazione della morte a pochi passi da me attraverso il cancro, un’ esperienza probabilisticamente quasi certa nella vita di un individuo. arriverà la morte e la potrai (dovrai) toccare, accarezzare. una morte che ti respirerà addosso, che ti costringerà a guardarla dritta dentro gli occhi.

linda partridge alla fine piangerà il vecchio marito, non mi è dato sapere se lo faccia perché ha scoperto, nascosta da qualche parte, una forma di amore, o se perché vedere la morte nel tuo letto ti unisce indissolubilmente con l’essere umano che la porta con sé, forse risvegliando una forma di amore universale. non lo so.

quello che so è che il personaggio disegnato da paul thomas anderson, e incarnato da julianne moore, è una delle cose più intense che abbia mai visto al cinema.

oltre alla scena, memorabile, della farmacia, in cui sfoga tutta la sua rabbia e la sua disperazione, linda partridge pronuncia parole che sono un sigillo sull’esistenza di ogni essere umano vagamente consapevole di quali siano i principali effetti dell’essere venuto al mondo, e lo fa cantando le parole di aimee mann, nella scena in cui tutti i personaggi, martoriati dalle proprie esistenze, si fermano a pensare, e capiscono in coro che non ce la fanno davvero più.

“prepare a list for what you need / before you sign away the deed / cause it’s not going to stop”

“magnolia – wise up”

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