caricate!

non vedo la gru dalle mie finestre, è coperta dalla chiesa. devo scendere per strada, camminare per una cinquantina di metri e me la trovo lì.

a quel punto mi devo fermare, perché davanti a me ci sono una trentina di carabinieri in tenuta antisommossa, e un paio di camionette, che impediscono l’accesso. la strada porta all’università, ai negozi. ma qualcuno, qualche genio, ha avuto l’idea demenziale di chiudere un intero quartiere per evitare che la gente potesse avvicinarsi alla gru, e portare sostegno ai sei (adesso cinque) ragazzi che ci si sono arrampicati.

il carmine è un quartiere del centro storico, con un’alta percentuale di stranieri. inutile dire che è il quartiere più bello e vivo di brescia. non che ci voglia molto a stonare in un concerto di tonalità di grigio, asfalto e nebbia.

uscire di casa, trovarsi a passare uno, due, tre, dieci poliziotti mentre accompagni i bambini a scuola, ti fa incazzare. perché ti rendi conto che sembrano messi lì solo ed esclusivamente per romperti le palle, per esasperarti e farti maledire quei sei poveri cristi sulla gru. usare la forza come succedaneo di un’intelligenza che non c’è, perché non si riesce a capire che non è solo una questione di ordine pubblico; mostrare i muscoli per nascondere la propria incapacità ad affrontare una questione così complessa, perché non si va oltre la rozza equazione “clandestino=criminale”, “straniero=pericolo”.

affrontare sei disperati sulla gru come se fosse la battaglia di stalingrado -“generale! interrompiamo approvvigionamenti e comunicazioni!”, senza rendersi conto che si sta giocando con qualcosa che prima o poi ti esploderà tra le mani.

la giunta comunale che dimostra tutta la propria incapacità a gestire la complessità, e sposa la linea della fermezza, scambiando autorevolezza con autoritarismo, fermezza con chiusura mentale.

poi arrivano i nostri, quelli che dovrebbero proteggerci, quelli che dovrebbero vegliare sui nostri sonni tranquilli, si trovano davanti dieci persone, e qualcuno, forse pensando al barone di munchausen, grida “caricate!”, e loro hanno caricato il vuoto. chissà cos’avranno  pensato quelli sulla gru. “caricano nel vuoto, sono pazzi?”. invece qualcuno c’era, una decina di facinorosi che attentavano alla sicurezza dello stato. manganelli. le immagini parlano chiaro.

adesso ci sono dei ragazzi sulla gru, sono soli ma non sono stati abbandonati, gli hanno fatto terra bruciata intorno ma hanno il sostegno di quelli che li vedono da terra.

a stalingrado i tedeschi li hanno annientati. qui dovrebbero annientare l’ottusità che la lega diffonde, e una legge disumana. questa piccola stalingrado purtroppo non finirà con l’annientamento dei geni che l’hanno creata, e che si devono assumere la responsabilità di quello che succede. nel dubbio, ogni mattina, quando passo davanti ai poliziotti e faccio un giro infinito per poter uscire dal mio quartiere, non mi incazzo. sorrido. guardo la gru, e spero che sia la mattina in cui potranno scendere, non da vincitori, ma da esseri umani con dei diritti. non mi incazzo, non voglio dargliela questa soddisfazione.

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