e se ci impiccassimo più in alto?

un egiziano, un indiano, un marocchino e due pakistani sono abbarbicati da due giorni sulla gru di un cantiere della metropolitana a brescia. sono a duecento metri da casa mia. il più giovane ha venticinque anni, il più vecchio trentadue. il marocchino e un pakistano sono in italia da quattro anni. l’egiziano da cinque. l’altro pakistano e l’indiano da sei. lavorano tutti. da sabato stanno sulla gru per chiedere una sanatoria per chi, come loro, non ha un regolare permesso di soggiorno nonostante abbia un lavoro (in nero).

il senso della protesta dovrebbe essere quello di sottoporre un problema a chi deve occuparsene, e chi deve occuparsene sono le persone cui è stato affidato il compito di governare. il problema sollevato da quelli della gru dovrebbe essere oggetto di una certa considerazione, in un senso (trattare, cercare una soluzione politica al problema) o nell’altro (mettere cariche esplosive alla base della gru, addormentarli con narcotici per elefanti, semplicemente dimenticarli, e costruire un’altra gru accanto a quella occupata); sarebbe normale che un politico se ne occupasse, magari un presidente del consiglio, un ministro, un sottosegretario.

se ce ne fosse in giro uno. il punto non è la linea politica del capo del governo, dei membri del suo governo, della maggioranza parlamentare; ma che ci sono almeno diciassette gradi di separazione tra quello che il presdelcons dichiara in giro per l’italia, e una qualunque linea politica su qualunque tema. prima di poter lasciare intendere di averne una (di linea) il presdelcons deve superare il momento ruby, il momento dimissioni, il momento telefonate in questura, il momento lodo alfano, il momento fini, il momento elezioni ancitipate, il momento mills, il momento dell’utri. nell’agenda politica di b. ci sono almeno otto argomenti più urgenti di una qualunque cosa che abbia a che fare con il governo. “ma io l’attività di governo la delego ai ministri!”, disse. peccato che i ministri passino le loro giornate a cercare di tappare i buchi, a dichiarare solidarietà al perseguitappo, e a guadagnare medagliette di bronzo esternando sul momento ruby, telefonate in questura, lodo alfano, elezioni anticipate, meglio amare le donne che essere gay.

qualcuno li faccia scendere. qualcuno avverta quei cinque ragazzi sulla gru di tenersi buono quel poco di salute che gli è rimasto per il prossimo governo (se mai ce ne sarà uno), perché a meno che non abbiano storie di cugine dalla gamba lunga e dalla carta d’identità incerta, niente in questo momento merita la sua attenzione. nemmeno il minimo dovuto per educazione.

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