hobby&sport

il problema non è tanto il fatto che questo si metta a telefonare al direttore generale della rai per bloccare programmi televisivi, organizzi feste tutte le sere a palazzo grazioli, organizzi feste ad arcore tutti i fine settimana, faccia feste in sardegna tutta l’estate, telefoni a chiunque per piazzare quattro sgallettate in fiction di infimo livello, telefoni in questura per risolvere la questione dell’amichetta inventandosi la balla che è nipote di mubarak; è questa sua idea di governare nei dieci minuti che gli restano nell’arco di una giornata che non mi convince fino in fondo.

machiavelli

capisco tutte le tue speranze, tutte le tue ambizioni, ma devi anche saperti rassegnare all’idea che oggi, che ti sei svegliato, hai visto che fuori piove, hai rovesciato il caffé, hai accompagnato i bambini a scuola, sei andato a lavorare, non hai combinato un cazzo, ti è venuta la febbre, ma per il resto non è successo niente di rimarchevole o di tragico, in un disegno cosmico frammentario e ineffabile, oggi potrebbe essere stato il giorno più bello della tua vita.

cambio alla pari

fa sempre uno strano effetto vedere gli ultranazionalisti nazisti serbi infoiati in assetto da guerra. ti fa pensare alle tigri di arkan, alla pulizia etnica, alla rivendicazione violenta di un’indipendenza sul sangue della gente. i nazionalisti nazisti serbi odiano tutti gli altri, con la scusa di non essere amati. eppure quando sparano e pestano a sangue lo fanno con una virilità che dovrebbe destare un po’ di simpatia.

domani inizieranno le operazioni di salvataggio dei trentatre minatori cileni, intrappolati a settecento metri di profondità da quasi due mesi. verranno estratti uno alla volta, trasportati in superficie da un sottile ascensore tubolare. uno alla volta verranno liberati e riportati in superficie, liberando un sacco di spazio a settecento metri di profondità per un paio di mesi, durante i quali dovranno essere ripristinate la funzionalità della miniera. ecco, aspettate ad aprire i cancelli di marassi, avrei un’idea.

bomba o non bomba

oggi devo capire se il massimo livello di ipocrisia concepibile da forma vivente sia raggiunto da quelli che adesso chiedono di poter mettere le bombe sugli aerei per proteggere i soldati in afghanistan; o invece da quelli che fino a ieri se ne sono rimasti sereni e silenziosi, convinti com’erano che la parola *pace* fosse adeguatamente salvaguardata dal fatto che le bombe le usavano solo gli altri.

vecchi

un paese di vecchi che non riescono a crepare. un paese di vecchi che non riescono a capire che se una ragazzina di quindici anni sogna di andarsene, non lo fa perché ha delle turbe psichiche, perché odia i suoi genitori, perché vuole essere già adulta, perché inconsciamente spera di finire un giorno in un pozzo; un paese di vecchi romani convinti che tutto il paese converga sulla capitale, e che legge qualunque realtà alternativa come una deviazione inconcepibile dal grande disegno cosmico; un paese di vecchi invecchiati male; un paese di vecchi romani bavosi, che non riesce a parlare di una ragazzina di quindici anni senza farti scivolare in tasca l’insinuazione di una precocità scomposta, la stessa che giustificherebbe tutti quei palpeggiamenti sugli autobus; un ragionamento che non si capisce dove dovrebbe portare (ma che invece si capisce benissimo, ma è talmente abominevole che va lasciato sottotraccia). un paese di vecchi giornalisti che ti fa sperare in un futuro migliore, fatto di unghie strappate, marchiature a fuoco, castrazioni e devastazioni.

tempismi

c’è un momento in ‘se perdo te’, un momento di quelli rari, quando una frase musicale, la voce e le parole fanno il vuoto intorno a sè, costringendo qualunque cosa al silenzio per poter far esplodere una canzone; quel momento è quando patty pravo tira fuori la voce che un tempo aveva, per gridare sofferta: “m’hai insegnato a volerti bene, hai voluto la mia vita: ecco, ti appartiene ma ora insegnami, se lo vuoi tu a lasciarti, a non amarti più”.

quello è il momento esatto in cui patty pravo, se avesse avuto un minimo di talento nelle uscite di scena, sarebbe dovuta morire.