dio bengala

non credo serva un politologo di berkeley per spiegare un concetto così banale come “bengala addosso a sindacalista in vista di possibili elezioni uguale male”, quindi non penso sia difficile arrivare a capire perché tutto quello che sta succedendo alla festa del partito democratico di torino, questa escalation di uova, fischi, bengala, non sia proprio quello che si dice un buon inizio. diciamo che non è propriamente il messaggio rassicurante che dovrebbe far passare la festa di un partito che si candida a governare il paese. siccome i movimenti sussultori che portano dritti alle elezioni cominciano a essere un po’ troppo frequenti perché siano solo un caso, è arrivato il momento di prepararsi alla battaglia finale.

il mio assetto da battaglia sarà spegnere il cervello e smettere di pensare; e dovrebbe essere anche il vostro, e quello di tutti i dirigenti del pd. sospendiamo l’uso delle nostre teste meravigliose, piene di grandi idee, di progetti politici sconfinati, di partecipazione, di condivisione, adesso non ci servono. per i prossimi tre mesi non voglio più sentir parlare di veltroniani, vendoliani, bersaniani, cattolici, riformisti, zeppole, orecchini, quote rosa, quote gay. non me ne frega niente delle primarie, e quando dico niente intendo proprio niente. sono bellissime, viva la democrazia interna ecc., ma non ne voglio sentir parlare. non me ne frega niente delle mozioni e delle questioni di principio. sono arrivato a un punto in cui voglio solo una cosa: vin-ce-re. quindi, cari elettori del pd, voi adesso zitti. non è il momento delle opinioni, non facciamo il maurizio costanzo show. dite che non è democratico? allora mettiamola così, e se si perde? cosa ce ne facciamo delle vostre recriminazioni? se si perde ci aspettano come minimo dieci anni di bossi, questo lo avete capito? quindi, per favore silenzio. mentre voi, cari dirigenti, fate l’unica cosa sensata che si possa fare in casi come questi: spendete tutti i soldi che avete, e anche quelli che non avete, e chiudetevi in una stanza con i migliori spin doctor che si possono trovare nel mondo occidentale, che vengano a spiegare a tutti, anche ai vecchi e agli ottusi, a civati e a marini, come si vince una campagna elettorale, eliminate fisicamente chiunque osi pronunciare la parola “dibattito interno” per i prossimi tre mesi; ricoprite d’oro i migliori sondaggisti sulla piazza, e uscite da quella stanza solo quando avrete individuato due nomi, due soli nomi che siano quelli che, secondo tutti gli algoritmi degli esperti, hanno le maggiori possibilità di vincere; stringete alleanze con chi volete, i cinesi, satana, i bracconieri della valcamonica e la scuola di portamento delle suore paoline di asti, promettete tutto a tutti, basta che questa volta sia l’ultima. vincere. e poi facciamo le primarie tutti i giorni, anche per decidere chi prepara le piadine alle feste, tante belle mozioni, ci ammazziamo di film cecoslovacchi con i sottotitoli e ci facciamo un sacco di dibattiti.

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