elefanti vecchi in cristalleria

bruno vespa ha sessantasei anni. forse non lo possiamo ancora considerare un decrepito vecchio, ma molti suoi coetanei passano già allegre giornate nell’orto a coltivare carote, cipolle, ad accudire i nipotini, a fare tutte quelle parti delle parole crociate che di solito salto, ad ammorbare chiunque si trovi nel suo raggio d’azione con racconti d’infanzia/guerra/meterologia. bruno vespa fa tutte queste cose in seconda serata su raiuno.

non so se sia educato, ma possiamo ritenere bruno vespa tecnicamente “un anziano” o, se siete di quelli che amano indorare la pillola, uno non di primo pelo. come molti anziani è comprensibile che non accetti l’idea del tempo che scorre inesorabile, e si convinca che il mondo attuale sia ancora quello in cui ha passato i suoi anni felici.

erano bei tempi quelli in cui bastavano due complimenti ammiccanti, una cinquecento e una gita al mare per conquistare il cuore di una donna. adesso è diverso, le cose si sono fatte più difficili, e l’obsolescenza emerge con maggiore evidenza. non ha fatto la gavetta, liceo e università negli anni novanta. libri da leggere per stare al passo, l’impegno, i filosofi che manco sai pronunciare, gruppi penosi da ascoltare dal vivo, lunghi pomeriggi a far emergere tutte le contraddizioni dell’imperialismo commerciale acquistando capi di abbigliamento. le cose erano già cambiate da tempo, però: il sessantotto, l’emancipazione, porci con le ali. insomma, c’è stata un’evoluzione. quello che devi capire, caro bruno, è che, sì, è evidente che qualunque essere vivente di sesso maschile avrebbe notato le tette di silvia avallone, ma sono cose che non si dicono. davvero. soprattutto se la devi premiare per un’opera letteraria, e non per la copertina di chi. e la risposta è no, non credo che sotto sotto le abbia fatto piacere e comunque non è questo il punto, bruno, il punto è che ormai il mondo è diverso da come l’hai lasciato tu. non hai capito cosa intendo dire? beh, allora facciamo così: la prossima volta che inviti nel tuo studio un politico, uno scienziato, un  sindacalista, presentalo dicendo “care signore, vi prego di notare il notevole pacco che si porta appresso”. poi ne riparliamo, va bene?

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