a noi c’ha rovinato voltaire

a furia di ripetere ossessivamente di essere disposti a morire perché chiunque possa esprimere liberamente le proprie opinioni, mi sa che abbiamo fatto un po’ di casino, e siamo arrivati al punto di considerare come la libertà di espressione possa pienamente esercitarsi solo in assenza di qualsiasi forma di contestazione, che viene automaticamente considerata come una forma di intolleranza, una lesione di un diritto fondamentale. non so perché, ma mi ricorda qualcuno.  il diritto di marcello dell’utri di raccontare la rava e la fava sui diari di mussolini è a lui giustamente riconosciuto dalla costituzione, ma ha pari dignità rispetto al diritto di qualunque cittadino italiano di uscire di casa, e andare a esprimere il proprio dissenso nei confronti di marcello dell’utri attraverso la contestazione. quando due diritti egualmente tutelati entrano in potenziale conflitto è lo stato che dovrebbe intervenire per stabilire quale dei due possa soccombere, o per fare in modo che i due diritti confliggenti possano essere egualmente esercitati. nel caso di dell’utri qualcuno avrebbe dovuto immaginare che una persona così civilmente impegnata, amabile, che si è distinta per le sue manifestazioni d’affetto verso la repubblica e le sue istituzioni democratiche, avrebbe potuto creare qualche dissapore andandosene in giro a raccontare di quanto fosse amorevole e empatico il nostro duce, e quel qualcuno avrebbe dovuto impiegare uomini e mezzi per consentirlo attraverso il diaframma dell’ordine pubblico, quello che consente alle manifestazioni dei centri sociali di passare davanti ai banchetti della lega senza che scoppi una guerra civile al giorno. la maleducazione non è costituzionalmente vietata, per i comportamenti penalmente rilevanti c’è un codice penale, ma la libertà di esprimersi comprende nel pacchetto anche la possibilità di venire fischiati da parte di chi, a sua volta, esercita il sacrosanto diritto di contestarti.

zittire, cacciare dalle piazze, non sono cosa buona, e siamo d’accordo; ma è anche vero che ognuno è responsabile dei metodi e dei toni che assume nelle proprie pubbliche apparizioni, accettando il rischio di incontrare persone che la pensano diversamente. quello che mi chiedo è se la violenza di quei fischi e di quella contestazione sia davvero più disdicevole e antidemocratica del definire ‘eroe’ un mafioso conclamato, o dell’ammettere pubblicamente di essersi fatto eleggere solo per evitare un arresto.

per una volta poi che aveva deciso di parlare.

Una risposta a “a noi c’ha rovinato voltaire

  1. Hai posto la questione in modo sbagliato, secondo me. Nessuno contesta il diritto alla contestazione. Ma azione poste in essere con quell’obiettivo devono essere limitate alla contestazione, non degenerare in atti volti a impedire un diritto umano quale la libertà di espressione. Dubito fortemente che in mezzo a quei fenomeni ci fossero esperti in analisi grafica mussoliniana o dottorati o masterati in scienze storica e ricerca storiografica; la loro contestazione, se si contestualizza la vicenda, avrebbe dovuto avere primariamente per oggetto la validità di quanto affermato da Dell’Utri, circa la veridicità dei diari in questione. Anche volendo ammettere che una persona, che per la legge italiana é ancora innocente, possa essere contestata in qualunque maniera, appare impossibile accettare, per uno che si professa liberale, una contestazione il cui unico e solo obiettivo é di impedire ad una persona di parlare. Se questo fosse possibile, non vedo l’utilità di inscenare processi o maxi-processi per mafia, dato che siccome uno é mafioso per partito preso non bisognerebbe proprio farlo parlare. Una vera contestazione dovrebbe essere “simbolica”: striscioni, qualche coro, magari anche forte (sottoposto, eventualmente, a denunce per ingiuria), fischi, tutto quello che volete, ma poi il tutto deve fermarsi, per garantire a una persona, anche condannata definitivamente, di esprimere il proprio parere (seguendo la tua impostazione, i condannati definitivi potrebbero non comunicare più, dato che a questo punto impedire di esprimersi sarebbe accettabile, e quindi niente più libri-confessione, niente più percorsi di recupero, niente più reinserimento sociale, dal momento che qualcuno potrebbe contestare questo o quel condannato). La liberta d’espressione, in quanto diritto umano, non può essere compressa, altrimenti perderebbe la sua natura assoluta. Questi sono solo squadristi che non sanno cosa sia né la libertà, né la dittatura. Né hanno rispetto per la Legge, in nome della quale hanno l’ardire di manifestare, ma che in realtà confondono con l’etica; uno Stato etico é quello che inconsciamente propongono, salvo poi contestare una maggioranza legittimamente eletta che intende legiferare secondo una particolare etica.

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