quante deviazioni hai?

la cosa più utile di siti come booking.com è leggere i commenti e le valutazioni dei clienti per scegliere un albergo.

l’utilità ovviamente sta tutta nell’avere un’idea, si spera il più obiettiva possibile, di dove andranno a finire le proprie chiappe, senza doversi fidare solo delle fotografie e degli screenshots di sale presidenziali, broccati e tendaggi probabilmente fatti con l’iphone davanti a un film porno. leggere i commenti dei clienti a volte diventa anche un’attività frustrante, perché quando entri nel tunnel e ti metti a leggerli tutti, ti rendi conto che certe valutazioni sono talmente soggettive che, per essere veramente utili, devono essere approfondite.

esiste infatti un’umanità nella quale si deve pregare di non identificarsi mai, gente che ritiene la propria felicità indissolubilmente legata alla cuffia per la doccia, a un paio di pantofole o a un boccettino di shampoo nel cesso.

quindi, perché quei giudizi possano davvero servire a qualcosa, ho capito che dovrei conoscerti, commentatore. conosco il tuo nome e la citta da cui provieni, alfredo da gallipoli – famiglia con bambini, giacomo e lidia da carignano – coppia matura, giuseppe da brindisi- viaggiatore singolo, ma chi sei veramente? chi mi assicura che quello è il tuo vero nome e carignano non sia una località inventata per non assumerti le tue responsabilità, quando sostieni che la moquette della tua stanza puzzava di piedi.

devo vederti, parlarti, bere un caffé con te, farti delle domande, vorrei capire cosa intendi quando dici che è rumoroso, dove abiti? sotto la metropolitana? sulle dolomiti? come faccio a fidarmi quando dici che la tua stanza era sporca, qual è il tuo standard di pulizia? a casa tua come gestisci il problema pulizie? hai una donna a ore o vivi con quattro maltesi in dieci metri quadrati senza finestre?  alfredo, a me puoi dirlo, ti droghi?

commentatori, io voglio sapere chi siete, devo conoscere voi e le vostre vite, perché se devo scegliere i luoghi in cui passare le mie notti, e le persone a cui affidare la mia serenità, anche sulla base delle vostre sensazioni, devo avere la certezza che, quando dite che vi siete trovati male a causa della freddezza dello staff, o della rumorosità della stanza, o del caldo, o dello sporco, o della colazione che non prevedeva questo e quello, lo dite perché è veramente quello che avete vissuto, e non solo perché voi siete degli incorreggibili stronzi.

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