quel sottile velo di tristezza che alcuni chiamano estate/II

caldo, carni che sudano sulla spiaggia, sabbia che gratta la schiena, prigioniero di un ombrellone che si è chiuso di scatto per il vento, i coloranti nei ghiaccioli, il cromo nell’acqua di mare e la birra calda. grida scarnificatrici di bambini abbandonati a se stessi, che ti sparano con un M16 pieno di un liquido verdastro che solo dopo, quando saranno lontani e al sicuro, scoprirai essere composto da una parte di acqua, una parte di piscio e una parte di bibita gassata da identificarsi, con l’aggiunta di una spruzzata di lime. quelli che parlano di politica e che, per una legge granitica dell’universo, avranno sempre libero o il giornale a inumidirsi sotto l’ascella, e ti chiederanno se anche tu ne hai le palle piene di qstie…et.fe..fe……

……..

[dormire. svegliarsi. colazione. caffé caldo. giornali. il vento. bambini assonnati che iniziano a muoversi nelle stanze. faccio un bagno che il mare è vuoto. andiamo a vedere il pesce. libri. musica. birre inesauribili]

“…..giudici comunisti. i giudici sono sempre stati comunisti, lo sa? io ero segretario di quartiere della diccì, una volta è venuto forlani e l’ha detto chiaro e tondo: c’è il rischio di una deriva comunista, state pronti!”

[ancora dormire]

“yaaaaaaaa! incantesimo di convergenza! yaaaaaaa! prendetelo”

[adesso, se ci riesco, faccio il bartezzaghi. portami un margarita]

“ci sono le bocce se vuole, o preferisce i racchettoni”

[la spiaggia che si scioglie, come lava, e inghiotte il bagnino che ha appena piazzato quattro lettini a un metro da te, sui quali si sdraieranno quattro sarcofaghi del millequattrocento avanti cristo con le sembianze della donna-caffettiera, e migliaia di pagine di star tv da commentare, e anche le donne-sarcofago vengono inghiottite, e resta solo star tv che brucia, lentamente, un altro margaritagrazie]

“sa che assomiglia a quel calciatore, come si chiama, lo zambrotta”

[signora, sono dieci giorni che ci vediamo, sono dieci giorni che mi dice che le sembro zambrotta. si leghi al collo quella corda che tiene fermo il remo del moscone, sì quella, ecco, brava. se la leghi al collo, e adesso stringa forte, così. sì. fa male, lo so. ma poi passa]

“e sono i suoi bambini? sembra così giovane”

[e un’invasione di cannibali e io sono il loro re, stringete più forte, addentate, smembrate]

“ah, l’estate. se potessi viverci sempre, nell’estate. peccato per la pelle che si stacca. mia figlia me lo dice sempre che sembro un serpente, ah, ma come fa bene il sole…”

[ah l’estate. muoio. un altro margarita. voglio. grazie]

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