casa scajola

“sandra, l’hai sentito anche tu?”

“no, cosa?”

“ma, non lo so, un rumore, una specie di fruscio. come fosse carta.”

“io non ho sentito niente.”

“…”

“…”

“ancora! sandra, questa volta non puoi non averlo sentito.”

“ascolta, piantala! la devi smettere, non ti basta la figura che ci hai fatto fare oggi? mamma che vergogna, se ci ripenso. il notaio, le signore, tutti a guardarti come un vecchio matto.”

“ma sandra! ma ti giuro che l’ho visto!”

“eh ma basta adesso! ma non è che hai cominciato a bere? eh? vai al bar di nascosto? fammi sentire il fiato…”

“sandra, ma per chi mi hai preso? se ti dico che l’ho visto è perché l’ho visto, voi eravate girati, il notaio leggeva il contratto di mutuo e lui è arrivato fuori dalla finestra…”

“eravamo al settimo piano, ti rendi conto?”

“ma sandra, te lo giuro, era tutto vestito di nero e aveva una faccia, anzi, aveva una maschera azzurra o era pitturato di azzurro, è stato così rapido che non me ne sono accorto.”

“certo, ha volato? aveva le ali?”

“no, le ali no. ha fatto tutto così velocemente che per un attimo ho pensato di avere le traveggole.”

“ah, davvero? e invece? cos’era? l’angelo custode? ah ma questa volta mi hai stufato, domani torno da mia madre…”

“sandra, tua madre è morta dieci anni fa.”

“ah, guarda, piuttosto che restare qui con te che hai le visioni vado a dormire al cimitero, sarei più tranquilla.”

“no, sandra, te lo dico per l’ultima volta, era un uomo nero con una maschera azzurra che portava un sacchetto di plastica con dentro dei pezzi di carta, cosa fossero quei pezzi di carta io non lo so, è stato tutto così veloce.”

“il notaio invece se n’è accorto e c’ha quasi novant’anni. mamma che vergogna, me lo vedo ancora che ti chiede ‘e questi da dove vengono? sono assegni?’ perché non gli hai detto che non erano tuoi?”

“ero affascinato da quell’uomo misterioso, sono rimasto qualche secondo sovrapensiero e zac! mi avete fatto firmare. adesso non riesco a darmi pace, chissà chi era quel misterioso benefattore.”

” … ”

” … ”

“hai preso la medicina?”

“sì.”

“quanti sono?”

“cosa?”

“gli elefantini che volano.”

“ma sandra! mi hai preso per un pazzo?! ma cosa credi, che mi sia inventato tutto?! come potrei vivere in una casa che sospetto pagata da altri, eh?! ne va della mia dignità di uomo, di padre, di individuo che ha dedicato tutta la sua vita al bene comune! quando dico una cosa è quella, e ti chiedo di non dubitare della mia sincerità e della mia volontà di arrivare fino in fondo a questa storia che è certamente un complotto nei miei confronti”

” … ”

” … ”

” … ”

“quelli fucsia o quelli blu?”

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