la vita secondo i like

la risposta è sì, vorrei che la mia vita fosse decisa da un algoritmo.

un algoritmo in grado di individuare e prevedere le mie scelte, di indicare quale alternativa sia migliore, in poche parole di eliminare alla radice questo sbattimento perpetuo verso la ricerca di qualcosa di indefinito.

anche perché sono assolutamente convinto che qualsiasi decisione presa sulla base dell’algoritmo sarebbe nettamente migliore di qualunque scelta io possa fare affidandomi alla razionalità o, che dio mi perdoni, all’istinto.

ieri ho scaricato da itunes un disco delle bangles e l’ho pagato 5,99 €. un minuto e trenta secondi dopo, le madonne.

l’ho fatto perché ho sentito alla radio una canzone che mi ha ricordato una cosa. ho sentito una canzone, ho ricordato un certo momento della mia esistenza, il ricordo ha attivato tutta una serie di complicati processi chimici che alla fine mi hanno convinto a cercare il disco e a cliccare su un tasto. acquista. così, senza neppure pormi il problema di cosa stessi facendo, di quanto un disco delle bangles fosse assolutamente inutile nel disegno d’insieme, di quanto questa cosa fosse senza nessuna possibilità di errore una cazzata.

ho speso del denaro per un disco brutto e inutile e per una canzone che, ascoltata con un minimo di attenzione, fa solamente pena. e tutto questo per cosa? per una sensazione. e senza che tutto l’ordinato insieme di neuroni e processi chimici, che sta lì solo per non farci fare cazzate, aprisse bocca.

riportando il caso in una scala dimensionale maggiore potete capire quali errori madornali potrebbe evitare un algoritmo che ci impedisse di prendere decisioni, uno di quelli che ti spiegano che se hai scaricato questo allora dovresti provare quest’altro. un amico algoritmo che ti consiglia, che ti guida senza supponenza, che ti indica la via migliore perché lui è l’unico che conosce i tuoi desideri più nascosti, le tue deviazioni inconfessabili. un amico algoritmo che ti impedisce qualsiasi divagazione istintiva, qualsiasi ricerca di diversità che si risolverebbe regolarmente in un fallimento.

l’algoritmo è un amico sincero, perché ti mette una mano sulla spalla e ti spiega che tutto questo tuo muoverti instancabilmente, tutto questo dimenarti, tutto questo volerti divincolare dal rigido abbraccio della prevedibilità è solo un’inutile e dannosa perdita di tempo.

l’algoritmo ti fa capire che tutta la tua libertà è un brutto disco delle bangles a cinque euro e novantanove.

3 risposte a “la vita secondo i like

  1. Molto bello. Da meditare, ovviamente, ma molto bello. (E’ il primo commento che faccio, ed è un balbettio. Pardon.)

  2. nevillechamberlain

    Qua è tutto un balbettio, Mr.Potts, non si preoccupi.

  3. Ci scriverei una canzone…. io non ne sono capace, magari qualcun altro.

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