ministri alle maldive

è bello vedere che il proprio ministro degli esteri si è bevuto il cervello.

se l’è bevuto così, come si ingoierebbe una bella ostrica polposa, facendola scivolare senza fatica giù per la gola. glu. alla salute.

un ministro degli esteri di un paese occidentale, impegnato con migliaia di soldati e operatori umanitari in una zona di guerra pericolosissima, avrebbe il compito, tra le altre cose, di proteggere a tutti i costi l’incolumità fisica (e politica) dei suoi concittadini, anche facendo pesare numero di soldati e operatori umanitari presenti in zona. qualsiasi cosa accada a un cittadino italiano all’estero, la prima parola di un responsabile della politica estera come dio comanda dovrebbe essere “togliete quelle manacce dagli italiani”, “preparate gli elicotteri”, “andateli a prendere”, “mettete su wagner”.

visto il nostro peso diplomatico, paragonabile a quello del burkina faso, esistono delle prese di posizione meno impegnative ma ugualmente efficaci.

rivendicare l’innocenza dei propri concittadini fino a prova contraria, chiederne l’immediato rilascio, pretendere chiarezza e rapidità nelle indagini, assicurare sul campo la massima protezione in una fase così delicata, rivendicare il ruolo fondamentale che in quel paese svolgono gli operatori umanitari italiani. perché è anche da queste prese di posizione che si misura la forza politica di una diplomazia.

invece il ministro degli esteri italiano si spaventa davanti alle indiscrezioni giornalistiche.

un cazzo di ministro degli esteri di un paese del g8 non prega che non sia vera un’indiscrezione giornalistica, un ministro degli esteri di un paese del g8 dovrebbe alzarsi in piedi e dichiarare a chiare lettere che lui, su un’indiscrezione giornalistica come quella ci caga non fa alcun tipo di affidamento, e aspetta notizie ufficiali e che in ogni caso l’ambasciatore italiano se ne torna a casetta sua. quindi giù quelle cazzo di mani dai cittadini italiani, che tra l’altro sono nel vostro paese a salvare vite umane e a rimettervi insieme.

invece non hanno resistito all’odore del sangue di gino strada, e hanno iniziato a blaterare di maggiori controlli, di ambiguità, di posizioni opache, senza ovviamente rendersi conto del pericolo a cui si espongono tutti i nostri connazionali che lavorano in paesi a rischio.

però abbiamo un sacco di accordi bilaterali fighissimi con le maldive.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...