sakineh non verrà lapidata per adulterio. le verrà risparmiato quel rito insopportabile e primitivo, così lontano dalla nostra occidentale sensibilità di processi giusti, pene ragionevoli e incruente. la lapidazione è una cosa che sa di terra e sangue, di compiacimento e grida selvagge di una folla senza controllo, che infierisce su quelle povere carni. la lapidazione è barbarie.
secondo le autorità iraniane sakineh verrà giustiziata per omicidio. non so perché, ma è come se la tensione si sciogliesse in una una moltitudine di sospiri. i sospiri di chi improvvisamente si sgonfia di tutto quello sdegno, e si riempie di un inconfessabile sollievo all’idea di abbandonare territori ostili, tornando serenamente a coltivare forme di ipocrisia perfettamente conosciute.