se son fioroni

Antonio Cassano è un calciatore, e già questo dovrebbe posizionarlo, in un’ideale classifica di opinion leader su una questione come l’omosessualità, tra il telefono analogico che sta sulla mia scrivania e Flavia Vento. Ma è un personaggio pubblico, è un esempio, un modello, quindi deve dire ciò che è giusto per educare una pletora di giovani discepoli che non aspettano altro che Cassano spieghi loro come diventare dei cittadini più consapevoli.
Quando ero bambino anch’io giocavo a calcio, ero un tifoso, e anch’io tenevo appesi i poster dei calciatori in camera da letto, ma la mia formazione, come adolescente prima, e come essere umano poi, non si è fondata sui prolegomeni di Lars Preben Elkjiaer o sulla storia della filosofia moderna di Artur Antunes Coimbra detto Zico. La mia concezione del mondo non è stata condizionata da Boniek o da Vignola. Li guardavo giocare a calcio, e perdio volevo maledettissimamente essere come loro. Volevo essere un calciatore, volevo giocare in uno stadio, volevo i tifosi sugli spalti, volevo tutto dei calciatori. Tutto fuorché il loro cervello. Non mi interessava cosa pensassero. C’erano quelli dotati di una certa intelligenza, con una certa proprietà di linguaggio come Platini, che riuscivano a essere brillanti e a tenere testa a Gianni Agnelli, e magari facevano qualche battuta divertente, ma erano delle eccezioni. Ma voi ve lo ricordate Sergio Brio?
I calciatori sono personaggi pubblici, ma siamo noi che elemosiniamo la loro accondiscendenza e pretendiamo un’autorevolezza che non hanno, non sono loro a imporcela. Certo, parlano, non fanno altro che parlare, li facciamo parlare di qualunque cosa, dappertutto. Ma è più idiota Antonio Cassano di Bari Vecchia che dice quello che dice – uno che è stato cacciato dalla Sampdoria perché ha detto al presidente “vecchio di merda” e “figh’ de bocchin’”- o il giornalista sportivo che, nel corso di una conferenza stampa di un campionato europeo di calcio, pensa di chiedere a Antonio Cassano di Bari Vecchia – “vecchio di merda” e “figh’ de bocchin’”-  cosa ne pensa dell’omosessualità nel calcio? Certo che l’omofobia è un problema, ma è una questione culturale. Eh, ma i calciatori ormai fanno parte del patrimonio culturale di questo paese. No, mi auguro proprio di no. I calciatori devono giocare a calcio, battere le punizioni, i calci di rigore, devono sudare dietro quella palla, vincere, perdere, e finirla lì. Il calcio è una parte del patrimonio culturale, forse, i calciatori no.
Giuseppe Fioroni invece è un politico italiano. Dice Wikipedia che è laureato in medicina e chirurgia all’Università Cattolica, è ricercatore universitario in Medicina Interna al Gemelli di Roma, consigliere di amministrazione dell’Istituto Superiori di Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro. E’ stato ministro della Repubblica, ed è uno degli esponenti più importanti dell’ala cattolica del Partito Democratico. Insomma, una persona che dovrebbe avere strumenti intellettuali più raffinati rispetto a Cassano, e che ha scelto di contribuire alla vita politica di questo paese, almeno più di quanto faccia un tacco di Cassano. Anche lui ha preso una posizione sulla questione omosessuale, e lo ha fatto in un modo sublime, con una presa di posizione che suona tanto come un «datemi un elicottero altrimenti taglio un orecchio all’ostaggio». Fioroni ha minacciato la propria candidatura alle primarie nel caso il Pd dovesse insistere con questa cosa delle unioni civili tra omosessuali. Come se dovessimo interrogarci su quale sia il male minore. Oddio, meglio Fioroni alle primarie o le unioni civili tra gay? Unioni civili, nemmeno il matrimonio.
Ma così sia. Si candidi, faccia valere all’interno del partito la sua posizione, si candidi alle primarie e scopra finalmente quanto vale in termini percentuali la sua posizione – e quella dei cattolici – sulle unioni civili tra omosessuali.
La proposta quindi è quella di distogliere tutta questa ondata di indignazione nei confronti di Antonio Cassano di Bari Vecchia, calciatore, e indirizzarla tutta verso Giuseppe Fioroni. Per evitare di passare la prossima settimana a indignarci della posizione di Cassano sugli omosessuali, lasciano ancora una volta che una posizione primitiva come quella di Fioroni sia tollerata in quanto cattolico.
Lasciamo che i calciatori tornino liberi di correre, scopare, fare le rovesciate e sparare cazzate. Rimettiamoli al loro posto. Tra un pallonetto micidiale e quattro congiuntivi sbagliati. Uno dietro l’altro.

2 risposte a “se son fioroni

  1. Fioroni è quel che è, e va bene.
    Ma l’apologia di Cassano mi trova in disaccordo. Ognuno è responsabile di quel che dice, sempre.
    A meno di voler pensare che alcune persone sono meno cittadini di altre…(ché alla fine là si arriva, se si comincia a disquisire sulla opportunità che qualcuno di noi possa esprimere opinioni).
    Il cronista ha scoperchiato un pentolone di merda? Forse, ma la puzza non l’ha creata lui.

  2. Ottima proposta. Sulla libertà dei calciatori di sparare cazzate sono d’accordo solo se quelle cazzate non offendono nessuno.

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