dieci inverni è un bellissimo film italiano uscito nel 2009.
dieci inverni riesce a farti salire un’angoscia mostruosa, perché racconta di due persone prigioniere della propria insipienza, della propria debolezza, di parole che non hanno trovato la forza di dire al momento giusto, soffocate da una qualche forma di orgoglio o di testardaggine, dalla timidezza. dieci inverni è uno di quei film bastardi, e forse un po’ ruffiani, che ti sfidano sul piano dell’immedesimazione e così, anche senza volerlo, ti ritrovi a ripercorrere i momenti cruciali della tua vita, quelli in cui hai dovuto fare delle scelte, e quelli che cruciali probabilmente avrebbero potuto esserlo, se solo avessi messo da parte l’orgoglio e avessi chiesto scusa, se avessi avuto il coraggio di prendere una decisione, suonare un campanello, dire una parola o scrivere una lettera.
un film che ti racconta una vita come un battito sordo di un tamburo, che non esplode perché ci teniamo sopra un cuscino e, per mille ragioni, non riusciamo a toglierlo, una vita vissuta con un grido che ti resta strozzato in gola.
è vero, nel film i due protagonisti, dopo dieci interminabili inverni, finalmente si incontrano.
ma quello è un film. nella vita reale non ti vengono concessi dieci inverni, al massimo un paio, e così magari finisce che ti ritrovi a passare il resto dei tuoi giorni al freddo, riparandoti da un vento gelido, che ti soffia addosso senza dare tregua.